March 05, 2010

E' ora di darsi da fare


I POLITICI PRENDANO ATTO DELL'EMERGENZA AMBIENTALE
E' arrivato il momento di farsi sentire nei palazzi della politica sui
temi delle energie rinnovabili, del risparmio energetico e
dell'abitare naturale. Anche perche', come riferisce la segreteria,
l'attuale Ministro dell'Ambiente non riceve nessuna associazione
ambientalista. Chiediamo una politica che incentivi lo sviluppo
sostenibile. I cambiamenti climatici stanno accelerando e le novita'
legislative potrebbero trasformare e portare il nostro paese al passo
con l'Europa.
Come architetto ambientalista, credo che la crisi del settore edilizio
potrebbe essere superata almeno in parte con l'edilizia sostenibile di
qualita'. In toscana, ad esempio, sono state realizzate delle
abitazioni a "bolletta zero", riscaldate e raffreddate con l'energia
della terra. Ma si tratta eccezioni che confermano le regole su cui si
basa l'edilizia: poca attenzione al territorio, all'impatto energetico
ed ambientale. Sussistono delle forti resistenze al processo di
riconversione verso un'edilizia eco-compatibile di qualita'
utilizzando materiali naturali, biocompatibili, e autoctoni per la
tutela del paesaggio e dell'identita' dei luoghi. La tecnologia
dovrebbe essere di ausilio ad una corretta progettazione bioclimatica
e molti nuovi interventi dovrebbero essere il risultato di concorsi
seri, di commissioni super-partes composte da critici d'arte,
sovrintendenti alle belle arti, architetti attenti all'estetica,
all'armonia delle forme e alla qualita' ambientale dell'intervento.
Certo, al nord i passi in avanti sono piu' significati rispetto a
quelli che vengono fatti al centro e al sud, ma ancora non bastano per
dare la sicurezza di aver imboccato definitivamente la strada giusta.
E questo si avverte chiaro e forte quando si deve constatare la
fortissima resistenza a livello locale verso la creazione di impianti
in grado di fornire energia da fonti alternative. Impianti, che
attualmente godono di straordinari incentivi statali.
L'emergenza ambientale che sta bloccando l'Italia ha anche pesanti
costi sociali. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanita', il
25-30% delle patologie che affliggono l'umanita' sono attribuibili a
cause ambientali. In un recente lancio Ansa si legge che "secondo
Roberto Bertollini dell'Oms, l'inquinamento e' uno dei fattori di
rischio piu' importanti per la salute. Soprattutto in eta' infantile
potrebbero esserci le conseguenze piu' importanti sulla salute con gli
effetti che potrebbero verificarsi anche dopo molti anni con problemi
respiratori e comportamentali nel caso di elevata esposizione agli
inquinanti".

10 AZIONI DA COMPIERE
1) Per sviluppare il sostenibile nell'architettura e
nell'approvigionamento energetico si dovrebbe incentivare l'uso del
verde per i tetti che ripara dal freddo invernale o dal caldo estivo.
Ma si deve poter applicare questa tecnologia a costi di mercato.
2) Recuperare i materiali da costruzione come, ad esempio, i mattoni
delle case coloniche, che possono abbassare i costi in situazioni
particolari. Per cui, nelle ristrutturazioni deve essere incentivata
ogni novita' capace di risparmiare energia, con relativa
certificazione. Occorre dare agevolazioni per l'autocostruzione
sostenibile snellendo la burocrazia esistente.
3) Incrementare la riconversione del debito estero dall'Italia per
l'edificazione eco-compatibile di infrastrutture necessarie allo
sviluppo economico del terzo mondo.
4) Considerare i costi sanitari dell'edilizia tradizionale interagendo
con il Ministero della Sanita'.
5) Incrementare il verde nell'arredo urbano
7) Avviare un approccio sostenibile alla progettazione turistica per
la sostituzione di cosiddetti eco-mostri.
8) Istituire corsi di Formazione per gli addetti e i tecnici delle
pubbliche amministrazioni. E agevolare il processo partecipativo, tipo
Agenda 21, per aumentare il coinvolgimento degli amministratori nella
strutturazione delle norme stesse.
9) Studi di fattibilita' per l'urbanistica e la mobilita'. E fondi per
la ricerca tecnologica del settore.
10) Recuperare in tempi brevi il ritardo normativo e culturale
italiano. Stanziare risorse finanziarie e imporre ai Comuni il
rispetto delle leggi statali anche rendendo perseguibili i Sindaci
quando non attuano o non fanno rispettare le norme dello Stato
italiano.


October 28, 2009

Dovunque ti giri sono schiaffi


“C’è presenza di fibre d’amianto nell’asfalto del parcheggio dell’ospedale di Cecina” dice la denuncia di Roberto Bertini di Medicina democratica. “Dalle rocce di gabbriccio usate per l’asfalto defluisce un acqua che ha il tipico colore delle fibre presenti nel minerale”. Sarebbe colpa dell’usura e della continua abrasione delle rocce di gabriccio visibili anche in superficie. “La cosa peggiore è che l’uso del gabbriccio in edilizia è sempre più comune ed è sempre più ricercato dalle imprese edili e asfaltatrici” spiega Bertini, “e questo crea a nostro parere un emergenza amianto”.

L'allarme amianto nel nostro territorio era già stato lanciato da Medicina Democratica a mezzo stampa e con richieste di controlli specifici inviati alle due province. A tornare sull'argomento è Roberto Bertini, cecinese membro del coordinamento nazionale di medicina democratica che ribadisce quanto denunciato a suo tempo dal collega Maurizio Marchi, puntando il dito sulle cave a cielo aperto ancora presenti nelle province di Livorno e Pisa. "Quello che ci preoccupa è che la provincia di Pisa ha rilasciato i permessi per estrarre il 30 % delle rocce dalle numerose cave dismesse allo scopo di migliorarne l'impatto visivo senza preoccuparsi dei danni che ne possono scaturire" prosegue Bertini. Gran parte delle cave sono ubicate nella provincia di Pisa ma fanno parte del territorio bassa val di Cecina. Il dr Lorenzo Ciulli, giovane geologo e ricercatore cecinese spiega che è la stessa geometria molecolare del minerale a contenere fibre di amianto che il vento disperde nell'aria che respiriamo. Lungo la via aurelia e fra le colline di Riparbella, Castellina e Pomaia sono molte le colline con cave aperte come ferite purolente. La stessa regione Toscana testimonia che in Provincia di Livorno i casi di mesotelioma, il tumore tipico dell’esposizione ad amianto, sono tripli rispetto alla media regionale e non riguardano solo i lavoratori a rischio ma i comuni cittadini. Roberto Bertini rincara la dose sottolineando il rischio che le falde acquifere possano essere inquinate dallo sfaldamento delle rocce di cava causato dalle piogge e assorbito dal terreno. Nonostante l’uso d’amianto in edilizia sia stato proibito da tempo uno studio della provincia di Livorno firmata nel 2008 dal dr Dr. Alessandro NEMO del dipartimento delle prevenzioni dell’azienda USL di Livorno indica che “si osserva un costante numero di casi nel settore dell’edilizia nel quale l’esposizione continua ancora oggi. “E’ assai singolare che nonostante le leggi restrittive che prevedono accurati controlli la questione venga affrontata con tanta superficialità” conclude Bertini dicendo che “a partire dal 2015 inizieremo a riscontrare i primi drammatici risultati dell’uso di gabriccio nell’edilizia e nell’asfalto delle nostre strade”. “Se l’esposizione a fibre è riconducibile a una contaminazione ambientale piuttosto che a specifiche attività lavorative la situazione è molto più grave di quanto i comuni cittadini possano immaginare” spiega il prof Jay Levy dell’università della California.

August 27, 2009

Leaf, la Nissan diventa elettrica Altro che giocattolo, è un'auto vera


EMISSIONI ZERO, CON AUTONOMIA DI 160 KM

Leaf, la Nissan diventa elettrica
Altro che giocattolo, è un'auto vera

Arriverà in Giappone e Usa il prossimo anno, in Europa nel 2012: si ricarica in meno di 30 minuti

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YOKOHAMA (Giappone) - «Non è un giocattolo. È un’auto vera». Con queste parole Carlos Ghosn, ceo di Nissan, ha presentato in Giappone la Leaf («foglia» in italiano), l’auto elettrica che arriverà sul mercato giapponese e Usa il prossimo anno e in Europa nel 2012. Non è un prototipo, né tanto meno una minicar, ma una vera automobile con 5 porte, 5 posti, adatta a un uso cittadino (ma non solo) e senza compromessi in termini di abitabilità. In più la Nissan Leaf potrà giocare, grazie a un design interessante, la carta della personalità, che finora è mancata a tutte le auto ecologiche, ibride comprese.

AUTONOMIA DI 160 KM - Il motore della Leaf è naturalmente un elettrico (80 kW) azionato da batterie al litio che la Casa giapponese produce nello stabilimento di Oppama insieme alla Nec, nella partnership chiamata AESC. Le batterie si trovano sotto il pianale e danno un’autonomia di 160 km. Il tutto avviene a zero emissioni allo scarico, mentre per il conteggio globale della CO2 bisognerà sempre tenere in considerazione le emissioni generate durante la produzione di energia elettrica necessaria a ricaricare le batterie. Grazie ai nuovi sistemi al litio, è possibile ricaricare la Nissan Leaf in meno di 30 minuti dell’80% della carica delle batterie, mentre alla normale presa casalinga ci vorranno sempre 6-8 ore. «L’autonomia dell’auto è sufficiente a garantire gli spostamenti quotidiani dell’80% di americani, giapponesi ed europei», ha affermato Ghosn, con una velocità massima di oltre 140 km/h.

BATTERIE IN COMODATO D’USO - Sulla Leaf ci potrà essere spazio per un pannello fotovoltaico: «Stiamo valutando la possibilità di inserirne uno sul tetto, utile non per ricaricare le batterie ma per alimentare alcune funzioni elettriche a bordo dell’auto, come l’aria condizionata», ci ha confidato Shiro Nakamura, responsabile del design Nissan. Il prezzo della Leaf non è stato ancora definito ma, «sarà uguale a quello di un’auto della stessa categoria con il motore tradizionale», assicura ancora Ghosn. Prezzo che non comprenderà le batterie, che saranno fornite, come avviene oggi con il telefonino, in comodato d’uso: il cliente comprerà solamente l’auto e pagherà un canone mensile per le batterie, comprensivo anche della “ricarica elettrica”.

RIVOLUZIONE ELETTRICA - Tutto pronto per la rivoluzione elettrica? Sembrerebbe di sì. Le prime Nissan Leaf saranno destinate alle flotte e arriveranno ai privati in un secondo momento. Le batterie al litio sono innovative, ma la loro capacità d’energia è ancora bassa (sulla Leaf ci sono 24 kWh, pari a circa 7 litri di benzina). In più costano care: circa 8.000 euro quelle della Leaf. In ultimo, non esistono, salvo rare eccezioni, stazioni di ricarica per le batterie e non tutti possiedono un box dove ricaricare la sera l’auto.

PRIMO MINISTRO - Sarà fondamentale l’azione di supporto dei governi e delle amministrazioni. Non è un caso, dl resto, che alla presentazione della Leaf ci fosse anche l’ex primo ministro giapponese Junichiro Koizumi, il cui esecutivo per primo ha incentivato l’acquisto dell’auto elettrica pagando l’80% della differenza di prezzo con un’auto tradizionale (in questo caso, batterie comprese). Una strategia del “cammino comune”, amministrazione e industria, accettata in pieno da Nissan (e più in generale dall’Alleanza Renault-Nissan), che ha firmato 30 accordi in tutto il mondo. Carlos Ghosn è stato chiaro: «Porteremo la Leaf e le sue zero emissioni solo nei mercati in cui l’auto elettrica è supportata dai governi dal punto di vista economico e di infrastrutture». Come dire: per gli altri, la rivoluzione potrà attendere.

Alessandro Marchetti Tricamo
03 agosto 2009(ultima modifica: 06 agosto 2009)

July 13, 2009

Mille Beppe Grillo

PD
clicca e sostieni Beppe Grillo

Io ti appoggio caro amico mio.
Non fai niente di strano, vedi che l'unico partito di opposizione radicato sul territorio perde sempre più consensi per una gestione-stampella a Berlusconi.
Comincio' il caro Massimo con la bicamerale e ancora prima Violante con le televisioni.
Il PDmenoelle come tu giustamente lo definisci ha bisogno di svegliarsi.
Tu fai paura perché dici la verità.
Io dopo 25 anni di Verdi fasulli ho finalmente qualcuno nel quale avere fiducia perché tu Beppe hai sposato quello che dico dalla notte dei tempi, grazie.
Ho dei seri dubbi che accettino la tua candidatura e allora avrai convinto la Serracchiani a fare il segretario del PD.
Sono disposto anche a tollerare per lei il doppio incarico.
Avanti cosi' e già mi pregusto il 168 di domani.
Un abbraccio Almir

P.S. Sono a disposizione per darti una mano come del resto abbiamo fatto negli ultimi anni.

June 21, 2009

Stiamo pronti!!!

In Italia la situazione sta degenerando.

Comizi politici dove le forze dell'ordine stanno al loro posto
ma vengono aizzate dal servizio d'ordine del politico a caricare
i cittadini che democraticamente dissentono.
Consiglieri comunali che danno ordini alle forze dell'ordine mi sembra un uso
distorto della tutela dell'ordine pubblico
Inutile fare nomi in questi giorni perché come d'incanto alcuni giornali si sono destati
e finalmente informano insomma fanno il loro dovere.
Dalle ronde padane a quelle nere fino alla violenza gratuita il passo è breve.
Forse dobbiamo pensare di farci trovare pronti?
Pronti a cosa? A difenderci dallo squadrismo che colpisce a casaccio
come fossero ultras allo stadio.
Queste forme degenerate di disordine pubblico sono come i sorci e cominciano ad essere troppi dovunque in Europa. Abbiamo già dato con i nostri nonni, è il turno nostro?
Possibile che i problemi economici siano risolvibili solo con regimi autoritari carichi di violenza? Spero si possa trovare una via più intelligente.

April 10, 2009

La citta' negata


E BASTA CON QUESTI COLPI DI CODA DEI POLITICI CHE SI VOGLIONO AUTORINCHIUDERE

DA SOLI IN GABBIA, NON CHIEDIAMO TANTO.

MA BASTA NEGARCI LA NOSTRA CITTA'

LA CITTA' E' NOSTRA E NESSUNO CE LA DEVE NEGARE CON EDITTI IDIOTI

SIETE UN PERICOLO PER LA COLLETTIVITA'


*******

SICUREZZA

Una cancellata alta due metri
per proteggere Santo Spirito

Contro bivacchi, scritte, bottiglie rotte. Arriva il presidio fisso (fino alle 23). La proposta di Giani. E il prefetto suggerisce «delle piante»

Una cancellata alta due metri. Controllata di giorno e chiusa durante la notte. Che servirà a separare il sagrato della chiesa di Santo Spirito dal resto della piazza. La solu zione contro i bivacchi e le scritte sui muri del convento è arrivata ieri dall’assessore alla cultura Eugenio Giani, duran te una riunione del Comitato dell’ordine e sicurezza pubbli ca. E se probabilmente per l’inferriata ci vorrà ancora tempo, da oggi sarà istituita una postazione fissa di vigili urbani, che rimarrà nella piazza dalle 14 al le 23. Mentre poliziotti e carabinieri avvicineranno le persone sedute sulla scalinata della chiesa per invitarle a un maggior decoro. Dopo le ultime scritte apparse sui muri della chiesa è stato Padre Massimo, priore del convento di Santo Spirito, ad andare di persona in Prefettu ra, portando una lettera che esprimeva le sue preoccupa zioni: «Prendo atto che nonostante i numerosi sforzi, di cui ringrazio le forze dell’ordine e l’amministrazione, quello che sta succedendo è indice di una regressione verso atti van dalici ». Anche il priore ha partecipa to ieri alla riunione del Cosp, insieme al prefetto Andrea De Martino e ai rappresentanti delle forze dell’ordine. Qui, l’assessore Eugenio Giani ha lanciato la sua proposta: «Troppo spesso le mura del convento sono oggetto di scritte da rimuovere, e troppo spesso si verificano bivacchi sul sagrato della chiesa: una cancel lata a protezione della facciata e della parte laterale proteggerà il convento dai cocci rotti e dalle imbrattature». Giani si preoccupa anche di come dovrà essere: «Molto leggera ed elegante: insomma appropria ta al luogo».

Federica Sanna
10 aprile 2009


VERDIEUROPA
laici e socialisti
per l'interesse comune


April 01, 2009

Toscana: Governatore, Sindaci e Assessori all'Ambiente a giudizio

REPUBBLICA FIRENZE 5/7/07 
"Sindaci e Martini non hanno combattuto lo smog"
Avviso di fine indagine. Ora le difese e la decisione del gip.
Domenici: "Quadro problematico di rapporti con l´autorità giudiziaria"
MICHELE BOCCI
MARZIO FATUCCHI 

I sindaci di Firenze, Scandicci, Signa, Sesto, Campi, Calenzano e il presidente della Regione Claudio Martini, con i rispettivi assessori all´ambiente, non hanno fatto il loro dovere per combattere lo smog e difendere la salute dei cittadini. E´ quanto sostiene la procura della Repubblica di Firenze che ieri ha notificato agli interessati la chiusura delle indagini sull´inquinamento atmosferico da Pm10, le cosiddette polveri fini, anche per gli anni 2006 e per i primi tre mesi del 2007. Al presidente regionale e ai sindaci fiorentini, i Pm Giulio Monferini e Giuseppe Soresina contestano il rifiuto e l´omissione di atti d´ufficio. E il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, che già dopo la notifica arrivata lo scorso dicembre aveva scritto al Guardasigilli Clemente Mastella, non la manda giù.
«Sorprendente nelle imputazioni richieste», replica. Non solo: «Questo si aggiunge purtroppo ad altre iniziative provenienti dalla stessa procura che appaiono insussistenti, delineando un quadro che certo rende problematico il rapporto fra le istituzioni locali e l´autorità giudiziaria», aggiunge Domenici, contrariato per la deposizione che, sempre ieri mattina, gli è stata chiesta da un funzionario della Digos. Una deposizione riguardante l´occupazione dei binari di Campo di Marte da parte dei tifosi della Fiorentina durante la quale il funzionario della Digos ha chiesto al sindaco se l´amministrazione era in qualche modo a conoscenza delle intenzioni dei tifosi viola.
Già nello scorso dicembre presidente Martini, sindaci e relativi assessori all´ambiente avevano ricevuto la notifica della chiusura delle indagini preliminari. Si trattava allora delle indagini relative al 2005, le cui conclusioni arrivavano a due diversi profili di responsabilità: da una parte il presidente e l´assessore all´ambiente della Regione accusati di omissione d´atti d´ufficio, dall´altra i sindaci per i quali l´ipotesi d´accusa era quella di non aver impedito «l´emissione di gas, di vapori o di fumo, atti ad offendere o imbrattare o molestare le persone». Adesso invece, con la notifica di ieri si aggiungono le indagini del 2006 e dei primi tre mesi del 2007 e si estende l´accusa di rifiuto ed omissione di atti d´ufficio anche a tutti i sindaci fiorentini e ai loro assessori.
Tutti loro, in pratica, secondo la procura della Repubblica, «pur avendo l´obbligo giuridico», non avrebbero impedito l´innalzamento delle polveri fini Pm10, che secondo la legge in vigore non devono superare il limite (fissato in 50 microgrammi per metro cubo) per più di 35 volte all´anno. Il sindaco Domenici la pensa diversamente, al punto da parlare adesso di «quadro problematico» dei rapporti tra Comune e autorità giudiziaria.
Uno scontro che lo stesso procuratore capo della Repubblica Ubaldo Nannucci, già lo scorso dicembre al tempo della prima notifica aveva provato a smorzare dicendo che l´indagine per danno ambientale «non è un atto di ostilità» ed è piuttosto «la segnalazione di un problema e l´invito ad esporre le proprie ragioni». Cosa che, per una curiosa coincidenza, ha provato a fare giusto ieri mattina l´assessore all´ambiente Claudio Del Lungo. Col risultato però di acuire di fatto lo scontro aperto a dicembre.
«Non sapendo nulla di questo nuovo avviso, abbiamo depositato una memoria per richiesta di archiviazione, con il Piano di azione comunale, il protocollo sullo smog e le iniziative ambientali preparate fino al 2012», dice l´avvocato dell´assessore Marco Passagnoli. In sostanza, una memoria contenente i 70 progetti (solo in parte finanziati) che lo stesso Del Lungo ha elaborato e presentato per diminuire l´inquinamento in città.
«Tutti dovremmo porci un problema: quali limiti ha il potere affidato al pubblico amministratore, così come previsto dal testo unico degli enti locali. E dovremmo fare anche i conti con i tagli finanziari alle amministrazioni locali che limitano la capacità di intervento dei Comuni», aggiunge l´avvocato Passagnoli, legale dell´assessore all´ambiente Del Lungo. Valutazioni che adesso dovrà considerare il Gip, chiamato a decidere se archiviare o rinviare a giudizio gli amministratori accusati di non aver contrastato come avrebbero dovuto l´inquinamento atmosferico e di non aver difeso come avrebbero dovuto la salute pubblica.
Il sindaco Domenici, che adesso parla di «quadro problematico dei rapporti», già lo scorso dicembre aveva scritto al ministro della giustizia Mastella e anche a quello dell´ambiente Pecoraro Scanio. «E´ chiaro che siamo in presenza di un caso nazionale ed è giusto che sia affrontato nelle sedi opportune», furono allora le parole del sindaco in veste di presidente dell´Anci, l´associazione nazionale dei Comuni. «L´inquinamento atmosferico è problema cruciale per le nostre città - c´era anche scritto nella lettera inviata da Domenici - e più volte l´Anci ha richiamato la necessità di investire risorse adeguate e di adottare misure omogenee a livello nazionale per ottenere risultati concreti, soprattutto dopo l´entrata in vigore delle normative europee che individuano precise soglie di attenzione e di allarme. Purtroppo, ad oggi un piano organico di intervento ancora non c´è». 

In città l´aria è fuorilegge il pm10 ha già sforato 40 volte
Le norme vietano che il superamento dei limiti avvenga in più di 35 occasioni
La centralina di viale Gramsci è andata oltre la soglia perfino in giugno, uno dei mesi considerati meno a rischio
ILARIA CIUTI 
Siamo già a 40 giorni di superamento del pm10. E questo quando la norma vieta di oltrepassare il limite di 50 microgrammi per metro cubo per più di 35 giorni l´anno. Invece abbiamo toccato i 40 e mancano ancora i mesi peggiori per arrivare alla fine dell´anno: quelli dell´autunno e dicembre. Siamo già fuori legge e lo andremo, prevedibilmente, ancora più pesantemente a fine 2007. La centralina che segna le maggiori concentrazioni è quella di viale Gramsci, è andata oltre la soglia una volta perfino nel mese di giugno: mese primaverile-estivo e dunque considerato assai meno minaccioso quanto a concentrazioni di pm10 dell´inverno. Un giugno che in realtà è stato ancora più polveroso che nel super trafficato viale Gramsci in zone di residenza come via Bassi, Calenzano o Scandicci. Lì le centraline hanno rilevato non uno, ma vari superamenti da parte delle polveri fini che l´Oms sostiene basterebbe abbattere del 40% per risparmiare a una città come Firenze 129 morti l´anno.
Questi i primi sei mesi del 2007. La valutazione generale dello smog nell´anno la darà l´Arpat a inizi 2008. Ma il rapporto sulla qualità dell´aria 2006 non è stato incoraggiante. Nessun passo avanti, questa la sintesi. Perlomeno dopo che nei secondi anni ´90 si era visto un abbassamento delle soglie di inquinamento forse dovuto, suppongono i tecnici dell´Arpat, alla catalizzazione dei motori e alle trasformazioni dei carburanti. Poi basta. Lo zoccolo duro di una serie di inquinanti pericolosi per la salute non è stato più intaccato. Nel 2006 il record delle polveri nell´area omogenea di Firenze controllata dall´Arpat ha solo cambiato zona rispetto al 2005: da Signa a viale Gramsci dove i giorni di superamento del pm10 sono stati 87, quasi tre volte il limite di legge, e dove è stata superata perfino la media annuale massima consentita di 40 microgrammi per metro cubo che in genere viene rispettata. Questa la punta, ma neanche altrove si è respirato senza inghiottire polveri. Fuori dai limiti praticamente tutte le nove centraline che misurano il pm10, tranne quelle di Boboli e di viale Bassi. Pm10 alle stelle in via Ponte alle Mosse, Scandicci, Calenzano, Campi, Signa e Sesto. E se già nel 2006 le polveri vanno fuori legge, è facile immaginare cosa succederà nel 2010 quando la Ue progetta di portare i superamenti consentiti a solo 7 in un anno e la media annuale al massimo a 20 microgrammi. E il 2010 è alle porte, né i cambiamenti in materia di smog avvengono precipitosamente.
Quello che però è ancora più preoccupante se si legge questo consuntivo Arpat 2006 è che prosegue la tendenza iniziata dal 2003, e attribuita dai tecnici dell´Arpat ai motori diesel anche di ultima generazione se non provveduti di filtro anti smog, di risalita del biossido di ozono (No2) che sembrava verso il 2000 debellato. I motori diesel sono considerati dai tecnici anche tra i maggiori responsabili del pm10 insieme ai motorini a due tempi. Per quanto riguarda il biossido, che è un inquinante direttamente emesso dai tubi di scappamento e dunque in genere più alto sulle corsie delle strade molto trafficate, la non felice novità 2006 è che si espande anche in tutte le altre zone della città compreso quelle residenziali, dove la gente vive e respira. 




January 25, 2009

Amos Cecchi e lo scandalo publiacqua

Amos Cecchi exAssessore al traffico fiorentino poi rimasto a piedi (sarebbe stato un buon esempio) poverino l'ufficio di collocamento della politica lo mise, nel novembre del 2000, a capo
di publiacqua (già il nome è una presa per il culo dei cittadini della provincia fiorentina).
Una SPA con un fatturato annuo di oltre 200 miliardi e 700 dipendenti praticamente 701 dipendenti nostri che foraggiano la provincia (ABOLIRE SUBITO LE PROVINCE).
Vi lascio immaginare lo stipendio di Cecchi per non rovinarvi la settimana.
E adesso? Dobbiamo verificare cosa significa per l'oltrarno fiorentino bere acqua non depurata
se viene fuori cio' che penso ci sara' un processo per avvelenamento serio non come quello
farsa per smog nei confroni del Sindaco Domenici e del suo Assessore "verde" Del Lungo.
in collaborazione con VERDI EUROPA
(in cuor mio mi auguro che la qualità dell'acqua sia regolare cmq i prezzi del consumo (diritto umano) idrico dovrebbero essere minimi e assolutamente non aumentati.

BOLLETTE
Acqua, arrivano i rincari (ma c'è chi pagherà meno)
Sconto a chi abita sulla sinistra dell'Arno (senza depuratore). Gli aumenti riguarderanno tre fiorentini su quattro. Il ritocco medio è del 6,5 per cento. C'è da recuperare otto milioni di euro
I fiorentini residenti in riva destra dell'Arno avranno la bolletta dell'acqua più cara, quelli in riva sinistra, molto di meno, a seconda dello scaglione e del volume di acqua consumata da ogni famiglia. L'aumento totale dei ricavi di Publiacqua, società che gestisce il servizio, sarà comunque del 6,5 per cento. È il risultato della sentenza della Corte di Cassazione per cui gli utenti che non usufruiscono della depurazione non devono pagare la relativa tariffa. In concreto una famiglia che è allacciata al depuratore e consuma 50 metri cubi annui avrà un aumento di 7,15 euro; chi ne consuma 100 di 30,36 euro; e chi ne consuma 150 un incremento di 37,15 euro. Chi invece non gode del servizio di depurazione spenderà 23,10 euro in meno se consuma 50 metri cubi; 30,14 per 100 metri cubi; e 53,24 euro in meno per 150 metri cubi. Il 75 per cento degli utenti sono interessati agli aumenti, soldi che copriranno 8 milioni di euro l'anno in meno di entrate a Publiacqua dovuti al rispetto della sentenza della Cassazione e a fronte di ingenti investimenti già pianificati.
VERDI POLEMICI - «È assolutamente inaccettabile che le quote per la depurazione, pagate ingiustamente dai cittadini che non hanno usufruito del servizio, ricadano su tutti gli altri utenti per le inadempienze di Publiacqua e l'Autorità territoriale d'ambito Medio Valdarno (Ato 3)», attaccano i Verdi Mauro Romanelli, portavoce regionale, e Tommaso Grassi, portavoce provinciale. L'Ato 3 precisa che «le Ato italiane, compresa quella fiorentina, hanno semplicemente applicato le disposizioni di legge. La sentenza ha stabilito un diritto e aperto nel contempo un vuoto normativo ». I Verdi però non ci stanno: «Se si esaminano le delibere rispetto alle previsioni tariffarie per il 2009 — spiegano — si evince chiaramente che una parte degli aumenti annunciati servirà a coprire le restituzioni dovute ai cittadini: e non saranno del 6,5 per cento come annunciato, ma dal 10 al 20 in alcuni casi». L'Ato rispedisce le accuse al mittente: «La percentuale del 6,5% si riferisce ai ricavi complessivi che nei fatti si concretizzeranno in bolletta a seconda dell'utilizzo del servizio». Gli utenti non allacciati al depuratore sono esonerati dal pagamento della quota tariffaria dal 15 ottobre scorso. E saranno rimborsati delle bollette fino a dicembre, per un totale di un milione e mezzo di euro.
NUOVE TARIFFE - Da gennaio scatteranno le nuove tariffe. Ma il problema dei rimborsi è aperto: «È inaccettabile — dicono Grassi e Romanelli — che il diritto di risarcimento funzioni solo su richiesta, come dice una lettera inviata dall'Ato ai Comuni: questa modalità penalizzerebbe i più deboli ». L'Ato ribatte: «In quella lettera veniva scritto anche che una simile impostazione avrebbe dato spazio a rilevanti difficoltà operative e a una disparità di trattamento fra utenti. Urge un chiaro indirizzo normativo ». Altra questione è quella dei pagamenti pregressi: oltre 10 anni di bollette corrisposte con una tariffa che comprendeva la depurazione. Un maxi rimborso che potrebbe mandare in corto circuito l'intero sistema nazionale, di cui si sta occupando il governo. Publiacqua si limita a dire che «non ci sono inadempienze o danni: ci stiamo attenendo alle prescrizioni dell'Ato».
Federica Sanna
23 gennaio 2009

January 06, 2009

Tutti i blogger di beppegrillo.it


Tutti i blogger di beppegrillo.it Qui sotto trovate l'elenco dei blog che hanno linkato, recentemente*, http://www.beppegrillo.it/. Hai un blog e vuoi comparire in questo elenco? SCOPRI SUBITO COME!
Gli ultimi blog che hanno linkato beppegrillo.it
http://ugaciaka.wordpress.com/
http://centoxcentocreativa.blogspot.com/
http://fabrizioguerrini.blogspot.com/
http://casoli.iobloggo.com/
http://marcovolpi.blog.kataweb.it/
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December 13, 2008

Ricevo e sottoscrivo: VE solidali con i Greci

Contro tutte le violenze ricevo e sottoscrivo:

VE è solidale con il coraggio dei greci, dagli studenti ai lavoratori, che
trovano la forza di ribellarsi alle violenze dello stato.
Gli italiani al contrario si fanno fare qualsiasi cosa dallo stato arrogante che vuole calpestare violentemente una delle o forse la migliore costituzione del mondo.
Una costituzione scritta dopo la seconda guerra mondiale e redatta dal PCI e dalla DC
con rispetto per il popolo italiano.
Ovviamente non si inneggia alla violenza ma alla liberta' sacrosanta di manifestare
liberamente senza essere caricati dalle forze del disordine.
VERDIEUROPA laici e socialisti per il bene comune

November 23, 2008

sempre peggio, un tunnel senza uscita




DA il blog di Cacao Quotidiano
Il governo Berlusconi ha venduto la nostra acqua
In Italia l'acqua e' stata privatizzata!La notizia e' passata nel silenzio piu' assoluto, ma facendo una ricerca in rete spuntano diverse conferme: il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112, scritto dal ministro G. Tremonti. Nel comma 1 si afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.Scrive Alex Zanotelli sul settimanale Carta: “Cosi' il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia e' oggi tra i paesi per i quali l’acqua e' una merce (in mano alle multinazionali). Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici, con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’acqua, queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male.”Ci aspetta un futuro di proteste, come gia' e' accaduto ad Aprilia, in provincia di Latina. Nel 2005 Acqualatina, (in mano, col 46,5% delle azioni, alla multinazionale Veolia) decide di aumentare le bollette del 300%. 4.000 famiglie iniziano una protesta pacifica rifiutandosi di pagare l'acqua all'azienda privata e versando i soldi al Comune.Ora, pare che Acqualatina abbia iniziato a mandare casa per casa vigilantes e carabinieri a staccare i contatori e chiudere i rubinetti.“E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!” aggiunge Zanotelli.Parole prese alla lettera dal Parlamento... ora il problema e' nazionale!!!(Fonte: Caserta24ore, ne parla anche un articolo di Rosaria Ruffini dal titolo Acqua in bocca: vi abbiamo venduto l'acqua. http://www.peacelink.it/consumo/a/27507.html)