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Arrivare sull’isola è stato come scendere non solo da un aereo di circa venti posti volando da un pezzo grosso di terra ad uno molto piu piccolo, ma sembrava soprattutto atterrare su un altro pianeta: la pista bollente, il gran caldo, l’immenso silenzio che colpisce senza preavviso.
E poi le piante! Enormi e fortissime e talmente sempreverdi che ti mancano le parole.
Attraversare questo mare di asfalto e stato come fare dei passi in un mondo tutto suo, nuovo, sembrava solo per me ma alla fine vecchissimo perché lui è sempre stato..…
arrivare nell’aeroporto e vedere le strade e la gente, le capanne in legno come il trailer di un film ancora da girare.
L’aria fitta ricca di cose dell’ierioggidomani e quindi respirare e girare, parlare a tante persone in un inglese sempre meno impolverato, discutere e sentire ragionare in una lingua invece strana e, alla fine della giornata cucinare un'ottimo pesce "come vieneviene". good.
saluti
arch. R.T.W.

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