January 25, 2009

Amos Cecchi e lo scandalo publiacqua

Amos Cecchi exAssessore al traffico fiorentino poi rimasto a piedi (sarebbe stato un buon esempio) poverino l'ufficio di collocamento della politica lo mise, nel novembre del 2000, a capo
di publiacqua (già il nome è una presa per il culo dei cittadini della provincia fiorentina).
Una SPA con un fatturato annuo di oltre 200 miliardi e 700 dipendenti praticamente 701 dipendenti nostri che foraggiano la provincia (ABOLIRE SUBITO LE PROVINCE).
Vi lascio immaginare lo stipendio di Cecchi per non rovinarvi la settimana.
E adesso? Dobbiamo verificare cosa significa per l'oltrarno fiorentino bere acqua non depurata
se viene fuori cio' che penso ci sara' un processo per avvelenamento serio non come quello
farsa per smog nei confroni del Sindaco Domenici e del suo Assessore "verde" Del Lungo.
in collaborazione con VERDI EUROPA
(in cuor mio mi auguro che la qualità dell'acqua sia regolare cmq i prezzi del consumo (diritto umano) idrico dovrebbero essere minimi e assolutamente non aumentati.

BOLLETTE
Acqua, arrivano i rincari (ma c'è chi pagherà meno)
Sconto a chi abita sulla sinistra dell'Arno (senza depuratore). Gli aumenti riguarderanno tre fiorentini su quattro. Il ritocco medio è del 6,5 per cento. C'è da recuperare otto milioni di euro
I fiorentini residenti in riva destra dell'Arno avranno la bolletta dell'acqua più cara, quelli in riva sinistra, molto di meno, a seconda dello scaglione e del volume di acqua consumata da ogni famiglia. L'aumento totale dei ricavi di Publiacqua, società che gestisce il servizio, sarà comunque del 6,5 per cento. È il risultato della sentenza della Corte di Cassazione per cui gli utenti che non usufruiscono della depurazione non devono pagare la relativa tariffa. In concreto una famiglia che è allacciata al depuratore e consuma 50 metri cubi annui avrà un aumento di 7,15 euro; chi ne consuma 100 di 30,36 euro; e chi ne consuma 150 un incremento di 37,15 euro. Chi invece non gode del servizio di depurazione spenderà 23,10 euro in meno se consuma 50 metri cubi; 30,14 per 100 metri cubi; e 53,24 euro in meno per 150 metri cubi. Il 75 per cento degli utenti sono interessati agli aumenti, soldi che copriranno 8 milioni di euro l'anno in meno di entrate a Publiacqua dovuti al rispetto della sentenza della Cassazione e a fronte di ingenti investimenti già pianificati.
VERDI POLEMICI - «È assolutamente inaccettabile che le quote per la depurazione, pagate ingiustamente dai cittadini che non hanno usufruito del servizio, ricadano su tutti gli altri utenti per le inadempienze di Publiacqua e l'Autorità territoriale d'ambito Medio Valdarno (Ato 3)», attaccano i Verdi Mauro Romanelli, portavoce regionale, e Tommaso Grassi, portavoce provinciale. L'Ato 3 precisa che «le Ato italiane, compresa quella fiorentina, hanno semplicemente applicato le disposizioni di legge. La sentenza ha stabilito un diritto e aperto nel contempo un vuoto normativo ». I Verdi però non ci stanno: «Se si esaminano le delibere rispetto alle previsioni tariffarie per il 2009 — spiegano — si evince chiaramente che una parte degli aumenti annunciati servirà a coprire le restituzioni dovute ai cittadini: e non saranno del 6,5 per cento come annunciato, ma dal 10 al 20 in alcuni casi». L'Ato rispedisce le accuse al mittente: «La percentuale del 6,5% si riferisce ai ricavi complessivi che nei fatti si concretizzeranno in bolletta a seconda dell'utilizzo del servizio». Gli utenti non allacciati al depuratore sono esonerati dal pagamento della quota tariffaria dal 15 ottobre scorso. E saranno rimborsati delle bollette fino a dicembre, per un totale di un milione e mezzo di euro.
NUOVE TARIFFE - Da gennaio scatteranno le nuove tariffe. Ma il problema dei rimborsi è aperto: «È inaccettabile — dicono Grassi e Romanelli — che il diritto di risarcimento funzioni solo su richiesta, come dice una lettera inviata dall'Ato ai Comuni: questa modalità penalizzerebbe i più deboli ». L'Ato ribatte: «In quella lettera veniva scritto anche che una simile impostazione avrebbe dato spazio a rilevanti difficoltà operative e a una disparità di trattamento fra utenti. Urge un chiaro indirizzo normativo ». Altra questione è quella dei pagamenti pregressi: oltre 10 anni di bollette corrisposte con una tariffa che comprendeva la depurazione. Un maxi rimborso che potrebbe mandare in corto circuito l'intero sistema nazionale, di cui si sta occupando il governo. Publiacqua si limita a dire che «non ci sono inadempienze o danni: ci stiamo attenendo alle prescrizioni dell'Ato».
Federica Sanna
23 gennaio 2009

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