Toscana: Governatore, Sindaci e Assessori all'Ambiente a giudizio
REPUBBLICA FIRENZE 5/7/07
"Sindaci e Martini non hanno combattuto lo smog"
Avviso di fine indagine. Ora le difese e la decisione del gip.
Domenici: "Quadro problematico di rapporti con l´autorità giudiziaria"
MICHELE BOCCI
MARZIO FATUCCHI
I sindaci di Firenze, Scandicci, Signa, Sesto, Campi, Calenzano e il presidente della Regione Claudio Martini, con i rispettivi assessori all´ambiente, non hanno fatto il loro dovere per combattere lo smog e difendere la salute dei cittadini. E´ quanto sostiene la procura della Repubblica di Firenze che ieri ha notificato agli interessati la chiusura delle indagini sull´inquinamento atmosferico da Pm10, le cosiddette polveri fini, anche per gli anni 2006 e per i primi tre mesi del 2007. Al presidente regionale e ai sindaci fiorentini, i Pm Giulio Monferini e Giuseppe Soresina contestano il rifiuto e l´omissione di atti d´ufficio. E il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, che già dopo la notifica arrivata lo scorso dicembre aveva scritto al Guardasigilli Clemente Mastella, non la manda giù.
«Sorprendente nelle imputazioni richieste», replica. Non solo: «Questo si aggiunge purtroppo ad altre iniziative provenienti dalla stessa procura che appaiono insussistenti, delineando un quadro che certo rende problematico il rapporto fra le istituzioni locali e l´autorità giudiziaria», aggiunge Domenici, contrariato per la deposizione che, sempre ieri mattina, gli è stata chiesta da un funzionario della Digos. Una deposizione riguardante l´occupazione dei binari di Campo di Marte da parte dei tifosi della Fiorentina durante la quale il funzionario della Digos ha chiesto al sindaco se l´amministrazione era in qualche modo a conoscenza delle intenzioni dei tifosi viola.
Già nello scorso dicembre presidente Martini, sindaci e relativi assessori all´ambiente avevano ricevuto la notifica della chiusura delle indagini preliminari. Si trattava allora delle indagini relative al 2005, le cui conclusioni arrivavano a due diversi profili di responsabilità: da una parte il presidente e l´assessore all´ambiente della Regione accusati di omissione d´atti d´ufficio, dall´altra i sindaci per i quali l´ipotesi d´accusa era quella di non aver impedito «l´emissione di gas, di vapori o di fumo, atti ad offendere o imbrattare o molestare le persone». Adesso invece, con la notifica di ieri si aggiungono le indagini del 2006 e dei primi tre mesi del 2007 e si estende l´accusa di rifiuto ed omissione di atti d´ufficio anche a tutti i sindaci fiorentini e ai loro assessori.
Tutti loro, in pratica, secondo la procura della Repubblica, «pur avendo l´obbligo giuridico», non avrebbero impedito l´innalzamento delle polveri fini Pm10, che secondo la legge in vigore non devono superare il limite (fissato in 50 microgrammi per metro cubo) per più di 35 volte all´anno. Il sindaco Domenici la pensa diversamente, al punto da parlare adesso di «quadro problematico» dei rapporti tra Comune e autorità giudiziaria.
Uno scontro che lo stesso procuratore capo della Repubblica Ubaldo Nannucci, già lo scorso dicembre al tempo della prima notifica aveva provato a smorzare dicendo che l´indagine per danno ambientale «non è un atto di ostilità» ed è piuttosto «la segnalazione di un problema e l´invito ad esporre le proprie ragioni». Cosa che, per una curiosa coincidenza, ha provato a fare giusto ieri mattina l´assessore all´ambiente Claudio Del Lungo. Col risultato però di acuire di fatto lo scontro aperto a dicembre.
«Non sapendo nulla di questo nuovo avviso, abbiamo depositato una memoria per richiesta di archiviazione, con il Piano di azione comunale, il protocollo sullo smog e le iniziative ambientali preparate fino al 2012», dice l´avvocato dell´assessore Marco Passagnoli. In sostanza, una memoria contenente i 70 progetti (solo in parte finanziati) che lo stesso Del Lungo ha elaborato e presentato per diminuire l´inquinamento in città.
«Tutti dovremmo porci un problema: quali limiti ha il potere affidato al pubblico amministratore, così come previsto dal testo unico degli enti locali. E dovremmo fare anche i conti con i tagli finanziari alle amministrazioni locali che limitano la capacità di intervento dei Comuni», aggiunge l´avvocato Passagnoli, legale dell´assessore all´ambiente Del Lungo. Valutazioni che adesso dovrà considerare il Gip, chiamato a decidere se archiviare o rinviare a giudizio gli amministratori accusati di non aver contrastato come avrebbero dovuto l´inquinamento atmosferico e di non aver difeso come avrebbero dovuto la salute pubblica.
Il sindaco Domenici, che adesso parla di «quadro problematico dei rapporti», già lo scorso dicembre aveva scritto al ministro della giustizia Mastella e anche a quello dell´ambiente Pecoraro Scanio. «E´ chiaro che siamo in presenza di un caso nazionale ed è giusto che sia affrontato nelle sedi opportune», furono allora le parole del sindaco in veste di presidente dell´Anci, l´associazione nazionale dei Comuni. «L´inquinamento atmosferico è problema cruciale per le nostre città - c´era anche scritto nella lettera inviata da Domenici - e più volte l´Anci ha richiamato la necessità di investire risorse adeguate e di adottare misure omogenee a livello nazionale per ottenere risultati concreti, soprattutto dopo l´entrata in vigore delle normative europee che individuano precise soglie di attenzione e di allarme. Purtroppo, ad oggi un piano organico di intervento ancora non c´è».
In città l´aria è fuorilegge il pm10 ha già sforato 40 volte
Le norme vietano che il superamento dei limiti avvenga in più di 35 occasioni
La centralina di viale Gramsci è andata oltre la soglia perfino in giugno, uno dei mesi considerati meno a rischio
ILARIA CIUTI
Siamo già a 40 giorni di superamento del pm10. E questo quando la norma vieta di oltrepassare il limite di 50 microgrammi per metro cubo per più di 35 giorni l´anno. Invece abbiamo toccato i 40 e mancano ancora i mesi peggiori per arrivare alla fine dell´anno: quelli dell´autunno e dicembre. Siamo già fuori legge e lo andremo, prevedibilmente, ancora più pesantemente a fine 2007. La centralina che segna le maggiori concentrazioni è quella di viale Gramsci, è andata oltre la soglia una volta perfino nel mese di giugno: mese primaverile-estivo e dunque considerato assai meno minaccioso quanto a concentrazioni di pm10 dell´inverno. Un giugno che in realtà è stato ancora più polveroso che nel super trafficato viale Gramsci in zone di residenza come via Bassi, Calenzano o Scandicci. Lì le centraline hanno rilevato non uno, ma vari superamenti da parte delle polveri fini che l´Oms sostiene basterebbe abbattere del 40% per risparmiare a una città come Firenze 129 morti l´anno.
Questi i primi sei mesi del 2007. La valutazione generale dello smog nell´anno la darà l´Arpat a inizi 2008. Ma il rapporto sulla qualità dell´aria 2006 non è stato incoraggiante. Nessun passo avanti, questa la sintesi. Perlomeno dopo che nei secondi anni ´90 si era visto un abbassamento delle soglie di inquinamento forse dovuto, suppongono i tecnici dell´Arpat, alla catalizzazione dei motori e alle trasformazioni dei carburanti. Poi basta. Lo zoccolo duro di una serie di inquinanti pericolosi per la salute non è stato più intaccato. Nel 2006 il record delle polveri nell´area omogenea di Firenze controllata dall´Arpat ha solo cambiato zona rispetto al 2005: da Signa a viale Gramsci dove i giorni di superamento del pm10 sono stati 87, quasi tre volte il limite di legge, e dove è stata superata perfino la media annuale massima consentita di 40 microgrammi per metro cubo che in genere viene rispettata. Questa la punta, ma neanche altrove si è respirato senza inghiottire polveri. Fuori dai limiti praticamente tutte le nove centraline che misurano il pm10, tranne quelle di Boboli e di viale Bassi. Pm10 alle stelle in via Ponte alle Mosse, Scandicci, Calenzano, Campi, Signa e Sesto. E se già nel 2006 le polveri vanno fuori legge, è facile immaginare cosa succederà nel 2010 quando la Ue progetta di portare i superamenti consentiti a solo 7 in un anno e la media annuale al massimo a 20 microgrammi. E il 2010 è alle porte, né i cambiamenti in materia di smog avvengono precipitosamente.
Quello che però è ancora più preoccupante se si legge questo consuntivo Arpat 2006 è che prosegue la tendenza iniziata dal 2003, e attribuita dai tecnici dell´Arpat ai motori diesel anche di ultima generazione se non provveduti di filtro anti smog, di risalita del biossido di ozono (No2) che sembrava verso il 2000 debellato. I motori diesel sono considerati dai tecnici anche tra i maggiori responsabili del pm10 insieme ai motorini a due tempi. Per quanto riguarda il biossido, che è un inquinante direttamente emesso dai tubi di scappamento e dunque in genere più alto sulle corsie delle strade molto trafficate, la non felice novità 2006 è che si espande anche in tutte le altre zone della città compreso quelle residenziali, dove la gente vive e respira.
"Sindaci e Martini non hanno combattuto lo smog"
Avviso di fine indagine. Ora le difese e la decisione del gip.
Domenici: "Quadro problematico di rapporti con l´autorità giudiziaria"
MICHELE BOCCI
MARZIO FATUCCHI
I sindaci di Firenze, Scandicci, Signa, Sesto, Campi, Calenzano e il presidente della Regione Claudio Martini, con i rispettivi assessori all´ambiente, non hanno fatto il loro dovere per combattere lo smog e difendere la salute dei cittadini. E´ quanto sostiene la procura della Repubblica di Firenze che ieri ha notificato agli interessati la chiusura delle indagini sull´inquinamento atmosferico da Pm10, le cosiddette polveri fini, anche per gli anni 2006 e per i primi tre mesi del 2007. Al presidente regionale e ai sindaci fiorentini, i Pm Giulio Monferini e Giuseppe Soresina contestano il rifiuto e l´omissione di atti d´ufficio. E il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, che già dopo la notifica arrivata lo scorso dicembre aveva scritto al Guardasigilli Clemente Mastella, non la manda giù.
«Sorprendente nelle imputazioni richieste», replica. Non solo: «Questo si aggiunge purtroppo ad altre iniziative provenienti dalla stessa procura che appaiono insussistenti, delineando un quadro che certo rende problematico il rapporto fra le istituzioni locali e l´autorità giudiziaria», aggiunge Domenici, contrariato per la deposizione che, sempre ieri mattina, gli è stata chiesta da un funzionario della Digos. Una deposizione riguardante l´occupazione dei binari di Campo di Marte da parte dei tifosi della Fiorentina durante la quale il funzionario della Digos ha chiesto al sindaco se l´amministrazione era in qualche modo a conoscenza delle intenzioni dei tifosi viola.
Già nello scorso dicembre presidente Martini, sindaci e relativi assessori all´ambiente avevano ricevuto la notifica della chiusura delle indagini preliminari. Si trattava allora delle indagini relative al 2005, le cui conclusioni arrivavano a due diversi profili di responsabilità: da una parte il presidente e l´assessore all´ambiente della Regione accusati di omissione d´atti d´ufficio, dall´altra i sindaci per i quali l´ipotesi d´accusa era quella di non aver impedito «l´emissione di gas, di vapori o di fumo, atti ad offendere o imbrattare o molestare le persone». Adesso invece, con la notifica di ieri si aggiungono le indagini del 2006 e dei primi tre mesi del 2007 e si estende l´accusa di rifiuto ed omissione di atti d´ufficio anche a tutti i sindaci fiorentini e ai loro assessori.
Tutti loro, in pratica, secondo la procura della Repubblica, «pur avendo l´obbligo giuridico», non avrebbero impedito l´innalzamento delle polveri fini Pm10, che secondo la legge in vigore non devono superare il limite (fissato in 50 microgrammi per metro cubo) per più di 35 volte all´anno. Il sindaco Domenici la pensa diversamente, al punto da parlare adesso di «quadro problematico» dei rapporti tra Comune e autorità giudiziaria.
Uno scontro che lo stesso procuratore capo della Repubblica Ubaldo Nannucci, già lo scorso dicembre al tempo della prima notifica aveva provato a smorzare dicendo che l´indagine per danno ambientale «non è un atto di ostilità» ed è piuttosto «la segnalazione di un problema e l´invito ad esporre le proprie ragioni». Cosa che, per una curiosa coincidenza, ha provato a fare giusto ieri mattina l´assessore all´ambiente Claudio Del Lungo. Col risultato però di acuire di fatto lo scontro aperto a dicembre.
«Non sapendo nulla di questo nuovo avviso, abbiamo depositato una memoria per richiesta di archiviazione, con il Piano di azione comunale, il protocollo sullo smog e le iniziative ambientali preparate fino al 2012», dice l´avvocato dell´assessore Marco Passagnoli. In sostanza, una memoria contenente i 70 progetti (solo in parte finanziati) che lo stesso Del Lungo ha elaborato e presentato per diminuire l´inquinamento in città.
«Tutti dovremmo porci un problema: quali limiti ha il potere affidato al pubblico amministratore, così come previsto dal testo unico degli enti locali. E dovremmo fare anche i conti con i tagli finanziari alle amministrazioni locali che limitano la capacità di intervento dei Comuni», aggiunge l´avvocato Passagnoli, legale dell´assessore all´ambiente Del Lungo. Valutazioni che adesso dovrà considerare il Gip, chiamato a decidere se archiviare o rinviare a giudizio gli amministratori accusati di non aver contrastato come avrebbero dovuto l´inquinamento atmosferico e di non aver difeso come avrebbero dovuto la salute pubblica.
Il sindaco Domenici, che adesso parla di «quadro problematico dei rapporti», già lo scorso dicembre aveva scritto al ministro della giustizia Mastella e anche a quello dell´ambiente Pecoraro Scanio. «E´ chiaro che siamo in presenza di un caso nazionale ed è giusto che sia affrontato nelle sedi opportune», furono allora le parole del sindaco in veste di presidente dell´Anci, l´associazione nazionale dei Comuni. «L´inquinamento atmosferico è problema cruciale per le nostre città - c´era anche scritto nella lettera inviata da Domenici - e più volte l´Anci ha richiamato la necessità di investire risorse adeguate e di adottare misure omogenee a livello nazionale per ottenere risultati concreti, soprattutto dopo l´entrata in vigore delle normative europee che individuano precise soglie di attenzione e di allarme. Purtroppo, ad oggi un piano organico di intervento ancora non c´è».
In città l´aria è fuorilegge il pm10 ha già sforato 40 volte
Le norme vietano che il superamento dei limiti avvenga in più di 35 occasioni
La centralina di viale Gramsci è andata oltre la soglia perfino in giugno, uno dei mesi considerati meno a rischio
ILARIA CIUTI
Siamo già a 40 giorni di superamento del pm10. E questo quando la norma vieta di oltrepassare il limite di 50 microgrammi per metro cubo per più di 35 giorni l´anno. Invece abbiamo toccato i 40 e mancano ancora i mesi peggiori per arrivare alla fine dell´anno: quelli dell´autunno e dicembre. Siamo già fuori legge e lo andremo, prevedibilmente, ancora più pesantemente a fine 2007. La centralina che segna le maggiori concentrazioni è quella di viale Gramsci, è andata oltre la soglia una volta perfino nel mese di giugno: mese primaverile-estivo e dunque considerato assai meno minaccioso quanto a concentrazioni di pm10 dell´inverno. Un giugno che in realtà è stato ancora più polveroso che nel super trafficato viale Gramsci in zone di residenza come via Bassi, Calenzano o Scandicci. Lì le centraline hanno rilevato non uno, ma vari superamenti da parte delle polveri fini che l´Oms sostiene basterebbe abbattere del 40% per risparmiare a una città come Firenze 129 morti l´anno.
Questi i primi sei mesi del 2007. La valutazione generale dello smog nell´anno la darà l´Arpat a inizi 2008. Ma il rapporto sulla qualità dell´aria 2006 non è stato incoraggiante. Nessun passo avanti, questa la sintesi. Perlomeno dopo che nei secondi anni ´90 si era visto un abbassamento delle soglie di inquinamento forse dovuto, suppongono i tecnici dell´Arpat, alla catalizzazione dei motori e alle trasformazioni dei carburanti. Poi basta. Lo zoccolo duro di una serie di inquinanti pericolosi per la salute non è stato più intaccato. Nel 2006 il record delle polveri nell´area omogenea di Firenze controllata dall´Arpat ha solo cambiato zona rispetto al 2005: da Signa a viale Gramsci dove i giorni di superamento del pm10 sono stati 87, quasi tre volte il limite di legge, e dove è stata superata perfino la media annuale massima consentita di 40 microgrammi per metro cubo che in genere viene rispettata. Questa la punta, ma neanche altrove si è respirato senza inghiottire polveri. Fuori dai limiti praticamente tutte le nove centraline che misurano il pm10, tranne quelle di Boboli e di viale Bassi. Pm10 alle stelle in via Ponte alle Mosse, Scandicci, Calenzano, Campi, Signa e Sesto. E se già nel 2006 le polveri vanno fuori legge, è facile immaginare cosa succederà nel 2010 quando la Ue progetta di portare i superamenti consentiti a solo 7 in un anno e la media annuale al massimo a 20 microgrammi. E il 2010 è alle porte, né i cambiamenti in materia di smog avvengono precipitosamente.
Quello che però è ancora più preoccupante se si legge questo consuntivo Arpat 2006 è che prosegue la tendenza iniziata dal 2003, e attribuita dai tecnici dell´Arpat ai motori diesel anche di ultima generazione se non provveduti di filtro anti smog, di risalita del biossido di ozono (No2) che sembrava verso il 2000 debellato. I motori diesel sono considerati dai tecnici anche tra i maggiori responsabili del pm10 insieme ai motorini a due tempi. Per quanto riguarda il biossido, che è un inquinante direttamente emesso dai tubi di scappamento e dunque in genere più alto sulle corsie delle strade molto trafficate, la non felice novità 2006 è che si espande anche in tutte le altre zone della città compreso quelle residenziali, dove la gente vive e respira.

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