October 28, 2009

Dovunque ti giri sono schiaffi


“C’è presenza di fibre d’amianto nell’asfalto del parcheggio dell’ospedale di Cecina” dice la denuncia di Roberto Bertini di Medicina democratica. “Dalle rocce di gabbriccio usate per l’asfalto defluisce un acqua che ha il tipico colore delle fibre presenti nel minerale”. Sarebbe colpa dell’usura e della continua abrasione delle rocce di gabriccio visibili anche in superficie. “La cosa peggiore è che l’uso del gabbriccio in edilizia è sempre più comune ed è sempre più ricercato dalle imprese edili e asfaltatrici” spiega Bertini, “e questo crea a nostro parere un emergenza amianto”.

L'allarme amianto nel nostro territorio era già stato lanciato da Medicina Democratica a mezzo stampa e con richieste di controlli specifici inviati alle due province. A tornare sull'argomento è Roberto Bertini, cecinese membro del coordinamento nazionale di medicina democratica che ribadisce quanto denunciato a suo tempo dal collega Maurizio Marchi, puntando il dito sulle cave a cielo aperto ancora presenti nelle province di Livorno e Pisa. "Quello che ci preoccupa è che la provincia di Pisa ha rilasciato i permessi per estrarre il 30 % delle rocce dalle numerose cave dismesse allo scopo di migliorarne l'impatto visivo senza preoccuparsi dei danni che ne possono scaturire" prosegue Bertini. Gran parte delle cave sono ubicate nella provincia di Pisa ma fanno parte del territorio bassa val di Cecina. Il dr Lorenzo Ciulli, giovane geologo e ricercatore cecinese spiega che è la stessa geometria molecolare del minerale a contenere fibre di amianto che il vento disperde nell'aria che respiriamo. Lungo la via aurelia e fra le colline di Riparbella, Castellina e Pomaia sono molte le colline con cave aperte come ferite purolente. La stessa regione Toscana testimonia che in Provincia di Livorno i casi di mesotelioma, il tumore tipico dell’esposizione ad amianto, sono tripli rispetto alla media regionale e non riguardano solo i lavoratori a rischio ma i comuni cittadini. Roberto Bertini rincara la dose sottolineando il rischio che le falde acquifere possano essere inquinate dallo sfaldamento delle rocce di cava causato dalle piogge e assorbito dal terreno. Nonostante l’uso d’amianto in edilizia sia stato proibito da tempo uno studio della provincia di Livorno firmata nel 2008 dal dr Dr. Alessandro NEMO del dipartimento delle prevenzioni dell’azienda USL di Livorno indica che “si osserva un costante numero di casi nel settore dell’edilizia nel quale l’esposizione continua ancora oggi. “E’ assai singolare che nonostante le leggi restrittive che prevedono accurati controlli la questione venga affrontata con tanta superficialità” conclude Bertini dicendo che “a partire dal 2015 inizieremo a riscontrare i primi drammatici risultati dell’uso di gabriccio nell’edilizia e nell’asfalto delle nostre strade”. “Se l’esposizione a fibre è riconducibile a una contaminazione ambientale piuttosto che a specifiche attività lavorative la situazione è molto più grave di quanto i comuni cittadini possano immaginare” spiega il prof Jay Levy dell’università della California.

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