E' ora di darsi da fare

I POLITICI PRENDANO ATTO DELL'EMERGENZA AMBIENTALE
E' arrivato il momento di farsi sentire nei palazzi della politica sui
temi delle energie rinnovabili, del risparmio energetico e
dell'abitare naturale. Anche perche', come riferisce la segreteria,
l'attuale Ministro dell'Ambiente non riceve nessuna associazione
ambientalista. Chiediamo una politica che incentivi lo sviluppo
sostenibile. I cambiamenti climatici stanno accelerando e le novita'
legislative potrebbero trasformare e portare il nostro paese al passo
con l'Europa.
Come architetto ambientalista, credo che la crisi del settore edilizio
potrebbe essere superata almeno in parte con l'edilizia sostenibile di
qualita'. In toscana, ad esempio, sono state realizzate delle
abitazioni a "bolletta zero", riscaldate e raffreddate con l'energia
della terra. Ma si tratta eccezioni che confermano le regole su cui si
basa l'edilizia: poca attenzione al territorio, all'impatto energetico
ed ambientale. Sussistono delle forti resistenze al processo di
riconversione verso un'edilizia eco-compatibile di qualita'
utilizzando materiali naturali, biocompatibili, e autoctoni per la
tutela del paesaggio e dell'identita' dei luoghi. La tecnologia
dovrebbe essere di ausilio ad una corretta progettazione bioclimatica
e molti nuovi interventi dovrebbero essere il risultato di concorsi
seri, di commissioni super-partes composte da critici d'arte,
sovrintendenti alle belle arti, architetti attenti all'estetica,
all'armonia delle forme e alla qualita' ambientale dell'intervento.
Certo, al nord i passi in avanti sono piu' significati rispetto a
quelli che vengono fatti al centro e al sud, ma ancora non bastano per
dare la sicurezza di aver imboccato definitivamente la strada giusta.
E questo si avverte chiaro e forte quando si deve constatare la
fortissima resistenza a livello locale verso la creazione di impianti
in grado di fornire energia da fonti alternative. Impianti, che
attualmente godono di straordinari incentivi statali.
L'emergenza ambientale che sta bloccando l'Italia ha anche pesanti
costi sociali. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanita', il
25-30% delle patologie che affliggono l'umanita' sono attribuibili a
cause ambientali. In un recente lancio Ansa si legge che "secondo
Roberto Bertollini dell'Oms, l'inquinamento e' uno dei fattori di
rischio piu' importanti per la salute. Soprattutto in eta' infantile
potrebbero esserci le conseguenze piu' importanti sulla salute con gli
effetti che potrebbero verificarsi anche dopo molti anni con problemi
respiratori e comportamentali nel caso di elevata esposizione agli
inquinanti".
10 AZIONI DA COMPIERE
1) Per sviluppare il sostenibile nell'architettura e
nell'approvigionamento energetico si dovrebbe incentivare l'uso del
verde per i tetti che ripara dal freddo invernale o dal caldo estivo.
Ma si deve poter applicare questa tecnologia a costi di mercato.
2) Recuperare i materiali da costruzione come, ad esempio, i mattoni
delle case coloniche, che possono abbassare i costi in situazioni
particolari. Per cui, nelle ristrutturazioni deve essere incentivata
ogni novita' capace di risparmiare energia, con relativa
certificazione. Occorre dare agevolazioni per l'autocostruzione
sostenibile snellendo la burocrazia esistente.
3) Incrementare la riconversione del debito estero dall'Italia per
l'edificazione eco-compatibile di infrastrutture necessarie allo
sviluppo economico del terzo mondo.
4) Considerare i costi sanitari dell'edilizia tradizionale interagendo
con il Ministero della Sanita'.
5) Incrementare il verde nell'arredo urbano
7) Avviare un approccio sostenibile alla progettazione turistica per
la sostituzione di cosiddetti eco-mostri.
8) Istituire corsi di Formazione per gli addetti e i tecnici delle
pubbliche amministrazioni. E agevolare il processo partecipativo, tipo
Agenda 21, per aumentare il coinvolgimento degli amministratori nella
strutturazione delle norme stesse.
9) Studi di fattibilita' per l'urbanistica e la mobilita'. E fondi per
la ricerca tecnologica del settore.
10) Recuperare in tempi brevi il ritardo normativo e culturale
italiano. Stanziare risorse finanziarie e imporre ai Comuni il
rispetto delle leggi statali anche rendendo perseguibili i Sindaci
quando non attuano o non fanno rispettare le norme dello Stato
italiano.
E' arrivato il momento di farsi sentire nei palazzi della politica sui
temi delle energie rinnovabili, del risparmio energetico e
dell'abitare naturale. Anche perche', come riferisce la segreteria,
l'attuale Ministro dell'Ambiente non riceve nessuna associazione
ambientalista. Chiediamo una politica che incentivi lo sviluppo
sostenibile. I cambiamenti climatici stanno accelerando e le novita'
legislative potrebbero trasformare e portare il nostro paese al passo
con l'Europa.
Come architetto ambientalista, credo che la crisi del settore edilizio
potrebbe essere superata almeno in parte con l'edilizia sostenibile di
qualita'. In toscana, ad esempio, sono state realizzate delle
abitazioni a "bolletta zero", riscaldate e raffreddate con l'energia
della terra. Ma si tratta eccezioni che confermano le regole su cui si
basa l'edilizia: poca attenzione al territorio, all'impatto energetico
ed ambientale. Sussistono delle forti resistenze al processo di
riconversione verso un'edilizia eco-compatibile di qualita'
utilizzando materiali naturali, biocompatibili, e autoctoni per la
tutela del paesaggio e dell'identita' dei luoghi. La tecnologia
dovrebbe essere di ausilio ad una corretta progettazione bioclimatica
e molti nuovi interventi dovrebbero essere il risultato di concorsi
seri, di commissioni super-partes composte da critici d'arte,
sovrintendenti alle belle arti, architetti attenti all'estetica,
all'armonia delle forme e alla qualita' ambientale dell'intervento.
Certo, al nord i passi in avanti sono piu' significati rispetto a
quelli che vengono fatti al centro e al sud, ma ancora non bastano per
dare la sicurezza di aver imboccato definitivamente la strada giusta.
E questo si avverte chiaro e forte quando si deve constatare la
fortissima resistenza a livello locale verso la creazione di impianti
in grado di fornire energia da fonti alternative. Impianti, che
attualmente godono di straordinari incentivi statali.
L'emergenza ambientale che sta bloccando l'Italia ha anche pesanti
costi sociali. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanita', il
25-30% delle patologie che affliggono l'umanita' sono attribuibili a
cause ambientali. In un recente lancio Ansa si legge che "secondo
Roberto Bertollini dell'Oms, l'inquinamento e' uno dei fattori di
rischio piu' importanti per la salute. Soprattutto in eta' infantile
potrebbero esserci le conseguenze piu' importanti sulla salute con gli
effetti che potrebbero verificarsi anche dopo molti anni con problemi
respiratori e comportamentali nel caso di elevata esposizione agli
inquinanti".
10 AZIONI DA COMPIERE
1) Per sviluppare il sostenibile nell'architettura e
nell'approvigionamento energetico si dovrebbe incentivare l'uso del
verde per i tetti che ripara dal freddo invernale o dal caldo estivo.
Ma si deve poter applicare questa tecnologia a costi di mercato.
2) Recuperare i materiali da costruzione come, ad esempio, i mattoni
delle case coloniche, che possono abbassare i costi in situazioni
particolari. Per cui, nelle ristrutturazioni deve essere incentivata
ogni novita' capace di risparmiare energia, con relativa
certificazione. Occorre dare agevolazioni per l'autocostruzione
sostenibile snellendo la burocrazia esistente.
3) Incrementare la riconversione del debito estero dall'Italia per
l'edificazione eco-compatibile di infrastrutture necessarie allo
sviluppo economico del terzo mondo.
4) Considerare i costi sanitari dell'edilizia tradizionale interagendo
con il Ministero della Sanita'.
5) Incrementare il verde nell'arredo urbano
7) Avviare un approccio sostenibile alla progettazione turistica per
la sostituzione di cosiddetti eco-mostri.
8) Istituire corsi di Formazione per gli addetti e i tecnici delle
pubbliche amministrazioni. E agevolare il processo partecipativo, tipo
Agenda 21, per aumentare il coinvolgimento degli amministratori nella
strutturazione delle norme stesse.
9) Studi di fattibilita' per l'urbanistica e la mobilita'. E fondi per
la ricerca tecnologica del settore.
10) Recuperare in tempi brevi il ritardo normativo e culturale
italiano. Stanziare risorse finanziarie e imporre ai Comuni il
rispetto delle leggi statali anche rendendo perseguibili i Sindaci
quando non attuano o non fanno rispettare le norme dello Stato
italiano.

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